BACENO

Sentieri Natura - La Piana del Devero

Luogo di partenza: Alpe Devero 1640 m
Dislivello: 0 m
Tempo dell’intera gita: 0 h 40 min
Difficoltà: T (molto facile)

La presenza umana sui monti di Severo risale sicuramente ai millenni a confine tra la preistoria e la prima civiltà dei metalli. Labili tracce archeologiche Ciao parlano di uomini che percorsero queste montagne in epoche remote per cacciare e cercare i preziosi cristalli di quarzo. Uomini a noi sconosciuti che che sfidarono i recessi misteriosi delle Alpi e, percorrendo le fitte foreste che ricoprivano di un manto verde ed impenetrabile i versanti delle montagne, raggiunsero le praterie d'alta quota, i nevai e le rocce ai confini del cielo.

La piana di Devero, le cui praterie iniziarono ad essere colonizzate nel XIII-XIV secolo nell'ambito di un processo che portò all'utilizzo sistematico delle vallate alpine per l'allevamento di bovini, ha vissuto per secoli un doppio utilizzo da parte dell’uomo: come pascolo ad inizio stagione e come prato dove avveniva un taglio di fieno nella piena estate. Nel XVI-XVII secolo tutta la piana ha visto una grande opera di drenaggio con la costruzione di un reticolo di canali di scolo che hanno permesso la bonifica della palude preesistente. La trasformazione della palude in prati da sfalcio regolarmente regimati e concimati ha prodotto una vegetazione seminaturale governata dall’uomo, mentre la parte centrale dei prati presenta ancora aree paludose (ambiente di torbiera) che testimoniano il progressivo processo di interrimento dell’antico lago che occupava la piana di Devero. 

Il sentiero percorre circolarmente la piana di Devero e permette  una prima conoscenza dell’ambiente umano e naturale della zona con pannelli divulgativi che offrono occasioni di lettura del territorio e permettono di penetrare nell’atmosfera un po’ magica dell’alpe. 

FREE CLIMBING A CROVEO

La falesia vista dall'abitato di Corveo

La falesia vista dall'abitato di Corveo

Croveo, la falesia più grande e più famosa dell'Ossola, un grande muro granitico ed assolato visibile ancor prima di arrivare a Baceno. I primi valorizzatori furono negli ormai lontani anni '90 un gruppo di climber locali capitanati da Luca Sinigiani. A partire dal 2002 i cantieri vennero riaperti dall'onnipresente "Pelli" (Maurizio Pellizzon) che coadiuvato da Fabrizio Fratagnoli e in seguito da altri tra cui Luigi Turchetto, concentrò gli sforzi sul muro strapiombante di 30 metri del settore centrale. Ne uscirono parecchi tiri, molti di alta difficoltà, ottimamente attrezzati a fix inox. In seguito il lavoro di pulitura e chiodatura si allargò a quelli che ora sono i settori sinistro e destro, dando come risultato più di 100 tiri di corda, tutti su roccia di ottima qualità, tutti ben attrezzati, che vanno dal 4 all'8a+ con una prevalenza di gradi medio/bassi (tra 6a e 7a). E' presente anche un settore di placche facili appositamente attrezzato per bambini o per chi voglia muovere i primi passi su questo splendido granito.

Carpe Diem, 6c+

Carpe Diem, 6c+

L'arrampicata è su muri verticali e strapiombanti di ottimo granito, ricco di tacche, buchi e fessure nonostante l'eccellente compattezza. In generale i tiri sono di resistenza, anche se non mancano le vie estremamente tecniche. Tra le vie da non perdere:

  • la storica Via dei Finanzieri, 5c, che sale una placca per finire in una fessura;
  • Marmotta, 6a+, un lungo diedro di resistenza e tecnica;
  • Licantropo, 6b, muro a tacche dove la capacità di leggere la roccia conta molto più della forza;
  • Aspettando la Pioggia, 6c, muro a tacche non banale;
  • Carpe Diem, 6c, muro verticale a sinistra di Finanzieri su una roccia eccezionale;
  • Macumba, 7a, boulder intenso seguito da un muro di continuità;
  • Istinto Naturale, 7b, diedro strapiombante e molto tecnico che offre movimenti bellissimi;
  • Aspettando Ruffino, 7c, molto vario con placca, tetto e muro strapiombante in un viaggio di 35 metri;
  • Le Momo, 8a, che sale l'evidente vena di quarzo che solca la liscissima parete strapiombante a sinistra di Carpe Diem.

ACCESSO

Dalla SS del Sempione superare Domodossola e prendere l'uscita per la valle Antigorio, quindi proseguire sulla SS 659 fino a Baceno. Davanti al Meublè Isotta tenere la destra verso Croveo e Devero (mentre svoltando a sinistra si andrebbe a Formazza).

Raggiungere l'abitato di Croveo e parcheggiare nei pressi della Trattoria Cistella; proseguire a piedi lungo la strada principale fino a raggiungere un tornante subito fuori dall'abitato dove parte un ripido sentiero che in pochi minuti porta alla base della parete.

PERIODO IDEALE

Vista la vastità della falesia ci sono settori con diverse esposizioni che permettono di arrampicare praticamente tutto l'anno; il periodo consigliato va comunque da settembre a maggio. Infatti i settori principali sono esposti a sud e sud-est e nei mesi estivi il caldo diventa eccessivo durante il giorno, permettendo comunque l'arrampicata nel tardo pomeriggio.

SI RACCOMANDA IL MASSIMO RISPETTO PER L'AMBIENTE E PER LA FALESIA

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Per qualsiasi informazione su meteo o condizioni della falesia potete contattare la recepito del Vecchio Scarpone al 0324 62023. La guida ufficiale della falesia si trova nella pubblicazione Ossola e Valsesia di Versante Sud.